MOSTRA INTERATTIVA

SUPER PUNK

Un viaggio attraverso oltre quarant’anni di videogiochi, ribellione e cultura pop.

dal 9 ottobre presso la Galleria Civica · Potenza

RICERCA E CURATELA

Dario Molinari · Antonio Vicenza · Rocco Vicenza · Cristian Accetta

VISUAL DESIGN

Federica Garramone · Lillalab Creative

IL PUNK NEI VIDEOGIOCHI

Controcultura, ribellione e stile: dall’arcade al digitale

Che cosa c’entra il punk con i videogiochi? Molto più di quanto possa sembrare.

Il punk nasce per rompere gli schemi: musica forte, provocazione, ironia, rabbia, identità fuori dalle regole. A partire dagli anni Ottanta, questa energia entra anche nell’immaginario videoludico, trasformandosi in personaggi, ambientazioni, colori e storie.

Sale giochi, periferie urbane, gang, graffiti, giacche di pelle, anti-eroi e mondi ostili diventano parte di un linguaggio visivo che il videogioco assorbe, rielabora e porta sullo schermo.

Dalla strada allo schermo

In titoli come Final Fight e Double Dragon, il punk vive nelle gang urbane e nelle atmosfere di strada. In Comix Zone e Punk Shot emerge attraverso colori accesi, segni grafici, energia e provocazione.

Con No More Heroes e Cyberpunk 2077, invece, la ribellione si sposta verso personaggi irriverenti, identità fuori dagli schemi e universi in cui le regole sembrano fatte soprattutto per essere messe in discussione.

SUPER PUNK nasce da questa contaminazione tra cultura punk e videogioco: non soltanto un’estetica fatta di creste, pelle, graffiti e colori violenti, ma un’attitudine. La volontà di disturbare, deviare, sovvertire e immaginare possibilità diverse.

Due percorsi un’unica attitudine

PUNK

Un viaggio cronologico attraverso videogiochi in cui il punk emerge nell’estetica, nei personaggi, nelle ambientazioni e nei temi. Ogni titolo viene raccontato attraverso immagini, storia e materiali originali delle macchine da gioco, ricostruendo l’evoluzione di un immaginario che dalla strada è arrivato dentro arcade, console e mondi digitali.

METROID

Il secondo percorso celebra i quarant’anni di Metroid, una delle saghe più importanti della storia Nintendo. Dall’esordio del 1986 fino alle sue evoluzioni successive, il percorso racconta l’universo di Samus Aran e il modo in cui la saga ha contribuito a ridefinire il linguaggio del videogioco.
La rivelazione finale del primo Metroid — scoprire che sotto l’armatura del cacciatore di taglie si nascondeva una donna — rappresentò, nel contesto videoludico dell’epoca, una scelta capace di mettere in discussione aspettative e convenzioni di un medium ancora fortemente dominato da protagonisti maschili.